Gerardo Vitale e il suo sax, l’intervista ad un talento tutto nostrano

La musica, oltre ad essere uno dei mezzi di comunicazione più potenti al mondo, rappresenta spesso un elemento indispensabile per la buona riuscita di un evento. Scegliere il repertorio adatto, coinvolgere gli ospiti, creare la giusta atmosfera cosicché la musica permetta di lasciare un ricordo positivo e memorabile a chiunque abbia preso parte all’evento. È importante dunque saper scegliere bene i propri “alleati”, e per questo noi abbiamo il migliore!

Gerardo Vitale è senza dubbio tra i musicisti più affermati del nostro territorio, e non solo! Un carissimo amico che abbiamo avuto il piacere e l’onore di avere insieme a noi per il nostro Xmas Party. Con il suo sax ci ha letteralmente avvolto in un’atmosfera magica, unendo il jazz al dj-set per uno spettacolo unico che ha lasciato i nostri ospiti a dir poco entusiasti.

Lo abbiamo intervistato per conoscere meglio il percorso che l’ha portato ad essere il grande professionista che è oggi, chiedendogli dei consigli per chi voglia approcciarsi a questo mondo.

“Gerardo, quando inizia il tuo percorso musicale?”

“Il mio percorso musicale è iniziato quando ero molto piccolo. Avevo circa otto anni quando i miei genitori mi proposero di conoscere quella che era la realtà musicale del mio paese, la banda musicale di Cinisi, mio paese natio. Quando entrai in quel contesto ne rimasi attratto già da così giovane. Un ambiente che portava i giovani a riunirsi e a vivere la musica come gioco. Questo percorso mi ha poi accompagnato per circa 10 anni. Con le prime e piccole esibizioni, anche in paese stesso, cominciai ad assaporare la vera emozione, continuando ovviamente a studiare e a perfezionare la tecnica”.

“Come mai proprio la scelta del sassofono? Uno strumento di certo non troppo comune”

“In realtà la scelta dello strumento è arrivata in po’ per caso. Gli strumenti venivano forniti in comodato d’uso alla banda musicale. C’erano due clarinetti a disposizione ma eravamo in tre: “Chi di voi è disposto a fare una scelta diversa?” Non appena vidi quello strumento dorato che brillava, ne fui subito attratto, una sorta di amore a prima vista. Ovviamente questo comportò un cambiamento importante nello studio della tecnica, un percorso teorico del tutto differente ma non avrei potuto far scelta migliore. È stata la salvezza della mia vita”.

“Tornando al tuo percorso musicale, come hai proseguito dopo le scuole?”

“Fondamentale è stato lo studio al Conservatorio, in cui mi diplomai in sassofono classico. Questo mi permise di conoscere la musica e lo strumento in maniera più tecnica e professionale. Una formazione necessariamente importante per il mio percorso perché mi ha formato come musicista ma non solo, mi ha anche permesso di superare molte mie insicurezze. Mi ha inserito nel vero e proprio tessuto musicale, facendomi conoscere diversi musicisti”.

“Una volta terminato il percorso in Conservatorio, in quale tipo di realtà hai deciso di immergerti?”

“A differenza di tanti altri miei colleghi che usciti dal conservatorio cercavano l’esperienza all’interno dei Teatri d’Opera, io ho fatto totalmente un percorso inverso. Ho cominciato dei villaggi turistici, per 10 anni. Per me sono stati tutti talmente importanti, sia dal punto di vista professionale che personale, tanto quanto un concerto d’opera. Innanzitutto, questo mi ha aiutato ad attenzionare quelli che erano i gusti della gente, le esigenze del pubblico, importantissimo per il mio mestiere. È stata una buona intuizione ed una buona pragmaticità. Questo mi ha anche permesso di lavorare a diversi progetti insieme ad alcune orchestre. Tra queste, un’orchestra cubana targata Palermo che mi permise anche di fare un tour a livello nazionale, dandomi più sicurezze e facendomi rendere conto che quello che facevo poteva essere davvero un lavoro”.

“Un lavoro, dunque, che ti ha portato a fare diversi incontri importanti e altrettante collaborazioni”

“Sì, sempre in quel periodo facevo anche parte di un’orchestra palermitana diretta da Zarcone. Lì ho lavorato per sette anni e sicuramente è stata una botta di autostima grandissima perché ho collaborato con artisti dal calibro di Pippo Baudo, Paolo Belli, Marco Masini, Ivana Spagna, Mario Venuti… tutti gli artisti che venivano in Sicilia per delle ospitate, sia nei teatri che in piazza, con un repertorio nazionalpopolare”.

“Esperienze che ti hanno di certo formato nel corso della tua carriera. Poi ad un certo punto, decidi di cambiare qualcosa…”

“Sì, durante il periodo della pandemia, quando tutti eravamo costretti a star in casa, ho deciso che non potevo star lì a deprimermi. Dovevo inventarmi qualcosa, immergermi in qualcosa di nuovo. Avevo già partecipato ad alcuni dj-set e fu proprio quella l’idea. Inventare qualcosa con i dj set, perché sono quelli che ormai hanno preso largo campo, ma cercando di dare qualcosa in più. Insomma, dovevo diventare la ciliegina sulla torta. Ciò mi ha permesso di approfondire questo mondo e di rubare alcune idee ad artisti che mettono già in campo questo tipo di approccio. Due in particolare che sono Jimmy Sax e Daniele Vitale, artisti che hanno avuto delle intuizioni geniali”.

“Una scelta che, possiamo dire, è stata assolutamente vincente”

“Devo dire di sì, va piuttosto bene e la risposta arriva anche dal pubblico. Posso dire oggi di aver raggiunto obiettivi personali e concreti grazie all’arte che mi ha permesso di diventare un uomo indipendente”.

“Che consigli ti senti di dare a chi si approccia a questo mondo, a chi vuol far della sua passione per la musica il suo lavoro?”

“Io sarò sempre favorevole ad una scelta verso l’arte perché l’arte è bellezza, e la vita va vissuta in questa ottica. Sicuramente intraprendere il Conservatorio, lo studio, la ricerca della perfezione. Se scegli di studiare musica è perché hai una passione dentro, hai un talento e i talenti vanno coltivati con l’impegno e i sacrifici. È una continua evoluzione che richiede tanto impegno. Tuttora io studio dalle 4 alle 6 ore al giorno, allenandomi, perfezionami, studiando le tendenze. Non sempre tutti sono disposti a capire ma posso dire con certezza che è la scelta che oggi più mi completa”.

Ringraziamo Gerardo per averci aiutato a conoscerlo meglio e a scoprire qualcosa in più sulla sua vita e il suo percorso. Oltre alle sue indiscutibili doti artistiche e al suo talento naturale, una cosa vi colpisce quando avete la fortuna di sentirlo suonare: la passione con cui lo fa. Diverse ore di seguito, senza mai stancarsi, in una sorta di simbiosi naturale con il suo Sax…gli abbiamo spesso chiesto quale fosse il suo segreto e lui ha sempre risposto soltanto una cosa: “Amo quello che faccio, quando suono sono felice”. E questo fa la differenza, per chi lo ascolta e per gli eventi che anima, che riescono sempre a coinvolgere, far vivere emozioni e lasciare bei ricordi. Magia della musica!